Aποκάλυψη
(Giovanni aveva previsto tutto)
Si ritorna a giocare. Dopo l'estenuante ma trionfale galoppata Normanna, è ora di vivere il medioevo in profondità, accettando che un Signore mi chiami vassallo, e cercando, di converso, di inchiappettarmi detto Signore. Ci spostiamo poco, geograficamente, ma moltissimo culturalmente. La concezione di Roma passa dalle declinazioni Germaniche a quelle Greche. Impersonerò Niceforo Paleologo, Duca d'Epiro, cognome importantissimo destinato alla porpora...
...credevo io...
Partiamo con la cronaca di una disfatta colossale. E dire che le premesse erano state ottime. Per governare l'Impero, o ti imparenti coi Dukas o muovi loro guerra. Prestigio in un caso, territori da sottoporre alla leva nell'altro. Il Paleologo non può aspettare che una delle due cose caschi dal cielo, e quindi si imbarca per delle guerre religiose tra Libano e Palestina. Approfittando della debolezza di Emiruncoli ridicoli, Tiro e la Galilea cadono in mano Greca.
La mia prima pregevolissima mossa, mi guadagna la stima dell'imperatore che, evidentemente soffrendo degli acciacchi dell'età, mi nomina Kiropratico personale.
Di bene in meglio, penso. Eppure il destino è dietro l'angolo, in attesa. Esso, Beffardamente, mi manda segnali, ma io sono un kiropratico, non un chiaroveggente, e non so interpretarli. Col senno di poi è facile, ma la per la...
Capita, infatti, che il Basileus organizzi un grandioso torneo al quale ho l'onore di essere invitato. Nel bel mezzo dei preparativi, il Duca di Samo si ribella, costringendo il mio Signore ad annullare la festa. Uno avveduto avrebbe interpretato questo come un cattivo presagio, ma io no. Il Paleologo, impegnato com'era a studiare e calcare altri fronti, non si fa insospettire. Ma andiamo avanti. Capirete dopo cosa intendo.
In questo periodo, l'attenzione dell'Epiro si sposta ad occidente. La Sicilia sarebbe, in condizioni favorevoli, una preda ghiotta: reclamata da molti Signori, Cristiani e Musulmani, politicamente spezzettata e, soprattutto, latrice di prestigio. In prospettiva futura, neanche la remota possibilità di dichiarare il Regno di Sicilia dispiace.
L'occasione per introdursi nello scacchiere Siciliano non tarda a venire. Un attacco prematuro ai singoli emirati isolani sarebbe stato rischioso a causa delle alleanze infrareligiose che avrebbero portato sul suolo siciliano tutto il Nordafrica. Preferisco che questo rischio se lo assumano gli Altavilla (miei alleati). Va detto che morto Roberto il Guiscardo la Gavelkind spacca il suo regno in due: Puglia e Catanzaro, ducati che vengono ereditati indipendentemente dai due fratelli di mia nuora. Due regni separati, a me alleati ai quali prima o poi dichiarerò guerra sono meglio di uno. Divide et impera. Il fato avverso, come dicevo, in questo caso mi illude: la Puglia sbarca a Malta mentre Palermo attacca Messina.
Nel polverone generale spero che la mia dichiarazione di guerra a Girgenti non venga notata. Il piede greco tornerà sulla Siqilliya araba.
Mentre da un lato la fortuna mi imbandisce una ricca tavola, dall'altro continua ad inviare segnali di sventura. Il Torneo precedentemente organizzato ed annullato è ri-organizzato. Detto fatto: il Basileus crepa, ed il torneo viene r-annullato.
Saranno mica segnali? Bah...
Da questo momento, comunque, inizio ad essere inquieto. Considerato l'uomo che eredita il trono inizio a ragionare sulla parte da scegliere quando, a brevissimo, tutti i duchi scateneranno le guerre di indipendenza: la sua o la mia? E' ancora troppo presto...
L'Imperatore stesso mi solleva dall'imbarazzo della decisione, morendo subito di peste, e lasciando un infante al comando. Lo zio dell'infante non ci sta, e solleva l'Impero contro suo nipote.
Ora, visto il bouquet di Duchi nel mazzo di Andronico, e la desolante solitudine del Basileo legittimo, con chi stareste? Ecco, vedo che ci capiamo.
Intanto i miei alleati Normanni chiamano
Potrei mai rifiutare? Mando quattro contadini settantenni al comando del garzone dello scudiero del mio barbiere a difendere Messina, col seguente messaggio:
"Mio Signore ed Alleato, come certamente saprai sono impegnato nella Cristianissima lotta sotto le mura di Girgenti. Ti prego di accettare questa forza d'Elite della quale mi privo con piacere ed abnegazione, in attesa che l'assedio nel quale sono impegnato si concluda ed io stesso possa condurre il resto delle mie truppe alle spalle degli infedeli che scortesemente ti costringono dietro le mura. Il tuo affezionatissimo Suocero"
Taccio il fatto che una Messina Musulmana mi farebbe molto più comodo: qualunque signore Cristiano (quale io sono) sarebbe legittimato ad impossessarsi della città dello stretto, qualora fosse in mano Islamica. Se rimanesse un dominio Normanno, beh... Si sa com'è: le alleanze vanno e vengono...
Intanto Girgenti cade.
Ora è il momento di mantenere fede alle allean... Ah, come dite? C'è un signore al quale ho giurato fedeltà che sta lottando per il Trono? Ah, devo portare le mie truppe a Durazzo? Ahh... Ho capito. Beh, sarò costretto a lasciare a messina la mia 'Elite' e portare il grosso nei Balcani. Acciderbolina
Si vede che la mia banda di sciacqualattughe, a Messina, fa furore, tant'è che indipendentemente dal mio palese disimpegno dalla battaglia Normanna per la Sicilia anche il Duca di Puglia invoca il mio intervento in alcune faccende che sta gestendo a Malta.
Certo, certo. Porterò le mie truppe sull'isola contesa, dopo la fine della guerra di successione, un giorni, si, certo, ci mancherebbe...
Intanto non posso fare a meno di pregustarmi la frammentazione politica Normanna che si prospetta, in vista della battaglia finale per la Trinacria.
Nel frattempo, a Bisanzio...
"Io, dite? Fedele ad Andronico, da sempre..."
Andronico però, segue la sua sorte. La sorte che per anni mi ha inviato segnali si palesa, anche se non subito in maniera esplicita. Il sultanato fatimide contesta il regno di Grecia al nuovo Basileus. Poco male, penso io. Avrò l'occasione di mazzulare Trapani, alleata dei fatimidi. Una volta finita la guerra tra il Sultano e l'Imperatore, consegnando l'oriente all'ennesima ridefinizione dei confini anatolici, l'emirato siciliano ne sarebbe uscito indebolito.
Mentre imbarco truppe verso occidente, però, l'occhio mi cade sui Balcani. Rimango impietrito osservando il fato che si scatena in tutta la sua furia. In pochissimo, questa è la situazione
Con 371 anni e 16 giorni di anticipo sugli Ottomani, i Fatimidi polverizzano l'Impero Romano d'Oriente, rendendomi una prematura e quantomai indesiderata indipendenza.
Indipendenza sotto la loro minacciosa ombra. Decido che lo scopo della partita è strappare Bisanzio all'Infedele e ricostituire l'Impero, quindi inizio a valutare l'idea di sottomettermi a qualche altro duca greco, per ingrossare i suoi ranghi e resistere. L'unico modo è aspettare che qualcuno alzi la cresta, e cercare di ricostruire un minimo di forza militare.
Attacco comunque Trapani. Io il duca d'Epiro... Sento la beffa montare, mentre ottengo in sicilia quella che sembra sempre di più la mia ultima conquista. Una vittoria di Pirro, per l'appunto.
Come se non bastasse, si deve subire l'Onta. L'impudente Igoumeno che si arroga primati non suoi, lancia una crociata per recuperare l'Impero, e noi Duchi non possiamo fare altro che sperare che vinca.
Anche la Sicilia è perduta. Giovanni aveva previsto tutto. L'apocalisse! Mi preparo a resistere in Terra Santa, ma la fine incombe.
Incombe ed arriva. Tiro cade, ed i Paleologo escono dalla Storia, pergiunta perculati dalla damnatio memoriae della relazione finale che mi informa di aver sopravanzato un'oscuro ramo cadetto austriaco.
Sic transit gloria mundi :(

























































